"Echoes" (Part 1) è un brano di rock progressivo dei Pink Floyd, sesta e ultima traccia dell'album Meddle (1971). Scritto da Richard Wright, David Gilmour, Roger Waters e Nick Mason, con testo di Waters, dura 23 minuti e 29 secondi e occupa l'intero secondo lato dell'LP originale. È stato registrato tra marzo e maggio 1971 in studi di Londra e nasce da esperimenti intitolati inizialmente "Nothing, Parts 1-24", poi "The Son of Nothing" e "The Return of the Son of Nothing".
Si apre con un colpo di pianoforte fatto passare attraverso un altoparlante Leslie e un Binson Echorec, a cui si unisce la chitarra slide di Gilmour. Strofe armonizzate conducono a un assolo di Gilmour su Stratocaster attraverso una Fuzz Face, poi a una jam di ispirazione funk, a una sezione con Waters alla slide e lo stridio wah-wah di Gilmour, e a un assolo d'organo Farfisa di Wright. Il finale è un tono di Shepard dal suono corale, realizzato con due registratori a nastro. Rolling Stone lo ha definito uno spettacolo sonoro di 23 minuti, e il brano ha fatto da ponte tra la fase sperimentale della band e il successo commerciale. È stato un momento fisso dei concerti fino al 1975 ed è presente in Live at Pompeii (1972). Waters ha poi accusato Andrew Lloyd Webber di aver preso da questo brano uno strumentale per il tema di The Phantom of the Opera.