"Juju" è una composizione di jazz strumentale di Wayne Shorter, che ne è l'unico autore. Shorter la incise per la prima volta il 3 agosto 1964 presso il Van Gelder Studio di Englewood Cliffs, nel New Jersey, e il brano uscì nel luglio 1965 nell'album Blue Note JuJu (BLP 4182), prodotto da Alfred Lion. Shorter suona il sassofono tenore, accompagnato da McCoy Tyner al pianoforte, Reggie Workman al basso ed Elvin Jones alla batteria. Il brano apre il primo lato dell'album, dura 8:30 ed è seguito da "Deluge", "House of Jade", "Mahjong", "Yes or No" e "Twelve More Bars to Go". È classificato come hard bop, jazz modale e post-bop. L'album ricevette recensioni favorevoli da DownBeat, The Penguin Guide to Jazz e dal Rolling Stone Jazz Record Guide. Una take alternativa apparve sul CD rimasterizzato del 1996. Tra le versioni successive figurano quelle di Larry Coryell e Steve Khan, Poncho Sanchez, Anthony Braxton e Gretchen Parlato.